Vacanze e felicità: quando l’attesa è migliore del ritorno
Aggiornamento: 25 ago
Alcuni studi analizzano il legame tra turismo e benessere psicologico, esaminando se viaggiare renda effettivamente le persone più felici. I ricercatori hanno scoperto che chi pianifica una vacanza manifesta livelli di felicità superiori prima della partenza, probabilmente grazie all'effetto positivo dell'aspettativa. Tuttavia, una volta tornati alla quotidianità, la maggior parte dei viaggiatori non mostra differenze significative rispetto a chi non è partito, poiché i benefici tendono a svanire rapidamente. Solo coloro che vivono un soggiorno classificato come molto rilassante riescono a mantenere un umore migliore per circa due settimane dopo il rientro. Curiosamente, la durata del viaggio non influisce sul grado di felicità post-vacanziera, suggerendo che la qualità dell'esperienza e l'assenza di stress siano fattori più determinanti della lunghezza del soggiorno. Dai risultati emerge che per massimizzare il benessere sarebbe dunque preferibile concedersi pause brevi ma frequenti durante l'anno.
Dott.ssa Debora Vermi
Psicologa Psicoterapeuta


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